La rivoluzione etica


Vittorio Cimiotta è un prezioso testimone delle vicende del Partito d'Azione tuttora vivente. Nell'immediato secondo dopoguerra aveva preso la tessera della Fgr provenendo dai giovani simpatizzanti del Pd'A scioltosi nel 1947 dopo il grave insuccesso elettorale del 1946 che ne determinò l'anno dopo lo scioglimento. Oggi Cimiotta è un dirigente nazionale della Fiap, Federazione Italiana AssociazionI Partigiane che raccolse i reduci soprattutto delle formazioni militari partigiane delle Brigate Matteotti, Mazzini e di Giustizia e Libertà che ebbero un ruolo assai rilevante nella Lotta di liberazione nazionale, oltre che essere un socio della Mazziniana. L'obiettivo del libro di Cimiotta non è quello del saggio accademico, ma di un vero e proprio manuale di storia azionista con una introduzione dello storico Nicola Tranfaglia e una preziosa appendice che riporta un vasto repertorio biografico dei principali esponenti di quei filoni del liberalismo, del liberalsocialismo, del socialismo-liberale, dell'azionismo che continuano a costituire, nel solco delle tradizioni migliori del liberalismo progressista, del repubblicanesimo, e del socialismo democratico ed europeista una scuola di pensiero politico, ma anche una palestra di etica pubblica finora non superata dalle esperienze di altri filoni dell'idealismo politico novecentesco. Prevale, nella chiave di lettura di Cimiotta, prima di ogni altra valutazione di ordine ideologico o politico, il giudizio morale sulle virtù che la grande maggioranza prima dei giellisti e poi degli azionisti seppero dimostrare sia negli anni della cospirazione antifascista, sia in quelli della lotta militare sia essa combattuta in Spagna a fianco dell'esercito repubblicano, sia nelle formazioni partigiane fra il settembre del 1943 e l'aprile del 1945. Il collegamento con la contemporaneità in questo libro è espresso dall'aspra critica che l'autore ha nei confronti di chi violi il senso del bene comune, il rispetto delle leggi dello Stato e soprattutto della Carta Costituzionale. Se da un lato Cimiotta esalta la lotta dei partigiani non si censura quando esprime la netta condanna di alcuni misfatti attuati da una ristretta minoranza di partigiani che si sarebbe dovuto perseguire penalmente senza indugio o il dramma delle foibe praticate contro settori della popolazione italiana istriana e giuliano-dalmata.

Nell'album di famiglia delle grandi correnti che diedero vita prima a Gl e poi al Pd'A sono anche raccolte le schede di 55 fra i più importanti dirigenti di quella straordinaria esperienza umana e politica. Oltre a personaggi di primo piano come Piero Gobetti, i fratelli Nello e Carlo Rosselli, Emilio e Joyce Lussu, Duccio Galiberti, Ferruccio Parri, Vittorio Foa, Riccardo Lombardi, Ugo La Malfa, Ernesto Rossi anche grandi figure di intellettuali come Norberto Bobbio, Franco Venturi, Aldo Visalberghi, Bruno Zevi, Aldo Capitini, Guido Calogero e altri ancora come Luigi Salvatorelli e Michele Cifarelli in strettissimo rapporto con l'Ami, per non parlare di Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini e Altiero Spinelli e donne straordinarie come Ada Rossi, Ada Prospero vedova Gobetti. Il quadro che se ne riceve è assai utile per definire a 70 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale quanto grado di sacrificio vi fu in chi, giovane o maturo che fosse, concesse alla sintesi fra libertà e giustizia il massimo della intensità esistenziale. Uno sprezzo del pericolo che non era lo sciupare la propria vita, se mai il contrario. La continuità fra un Primo ed un Secondo Risorgimento praticato prima nelle coscienze di minoranze e poi diventato patrimonio di tanti anche se non sempre con lo spessore interiore capace di tradurre in scelte radicali e definitive anche di tipo esistenziale. Per queste ragioni e per il valore attibuito alla Repubblica il libro di Cimiotta si iscrive nel solco della migliore pubblicistica al servizio di quelle aspirazioni che travalicano le urne, i sepolcri, gli stessi luoghi delle memorie.

 

Pietro Caruso

recensione su:

IL PENSIERO MAZZINIANO

PERIODICO DELL'ASSOCIAZIONE MAZZINIANA

ANNO LXIX - NUMERO 3 - SETTEMBRE - DICEMBRE 2014

link ad una precedente recensione :

La rivoluzione etica di Vittorio Cimiotta


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